LA NOTIZIA È CHOCCANTE: UNA RICERCA DEL FATEBENEFRATELLI DI ROMA E DEL POLITECNICO DELLE MARCHE HA TROVATO TRACCE DI MICROPLASTICHE NELLA PLACENTA DI SEI DONNE SANE TRA I 18 E I 40 ANNI DA POCO MAMME.

Quello della presenza di interferenti endocrini e microplastiche in ciò che mangiamo o respiriamo è un problema di salute dibattuto da anni, anche in relazione alla fertilità  (se ne parla anche nel libro Il segreto della fertilità), ma è la prima volta che se ne cercano, e trovano, tracce nel tessuto di nutrimento e sostentamento del feto.

Come ci sono finite? I microscopici frammenti, secondo gli scienziati, deriverebbero da cosmetici, smalto per le unghie, dentifricio, gesso, creme per il viso e il corpo e adesivi. E questo nonostante da gennaio di quest’anno sia vietata nel nostro Paese la vendita di cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche (presenti tuttavia anche in altri prodotti, come molti trucchi glitterati, che possono essere ancora commercializzati).

Ma la vera domanda è: che conseguenze avranno sui bambini? Secondo i ricercatori c’è il rischio che il loro sistema immunitario riconosca come proprie le sostanze inorganiche che sono state assimilate dalla placenta e quindi dall’organismo. Con effetti imprevedibili sul lungo termine.

Quindi, in attesa che il legislatore vari norme sempre più protettive per il consumatore, dobbiamo prima di tutto fare attenzione noi, e non solo nel delicato periodo dell’attesa. Impariamo, per esempio, a non riciclare le bottigliette di plastica per l’acqua (alla lunga possono rilasciare microparticelle), a seguire scrupolosamente le istruzioni riportate sulla confezione delle pellicole da cucina e a scegliere prodotti cosmetici naturali e certificati plastic free.

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