ESISTE L’ETÀ GIUSTA PER AVERE FIGLI? FINO A QUANDO POSSIAMO RIMANDARE QUESTA DECISIONE?

Età materna e infertilità sono strettamente correlate fra loro. Per questioni sociali e culturali in Italia oggi si ricerca la gravidanza sempre più tardi: ormai, per il primo parto, si è toccata la soglia dei 32 anni ed è sempre più alto il numero di aspiranti madri che rimanda la scelta ai 35 anni… e oltre.
Ma in tema di fertilità, la natura ha distribuito i suoi doni in modo differente fra uomini e donne. Un giovane uomo fertile potrebbe trasformarsi in un anziano con fertilità ridotta ma presente, mentre una giovane donna fertile entrerà inesorabilmente in menopausa. E prima ancora di quel momento la sua capacità procreativa, che è massima nei vent’anni, comincerà velocemente a decrescere, proprio a partire dai fatidici 35. Tanto che per diventare mamme per la prima volta a 40 anni occorre spesso chiedere aiuto alla scienza e alle tecniche di PMA, la procreazione medicalmente assistita. Senza tuttavia alcuna certezza del risultato.

DOPO I 40, ANCHE LA PROVETTA SPESSO FALLISCE
È una realtà difficile da accettare, ma quando la risposta ovarica diminuisce drasticamente, è possibile recuperare solo pochi ovociti per la provetta, anche con la giusta stimolazione ormonale. Senza contare che la qualità di queste cellule uovo è decisamente più bassa di quella osservata in donne più giovani: e questo si traduce in meno chance di fertilizzazione e in un aumento di aborti e anomalie genetiche. Quindi, a meno che non si siano messi in salvo per tempo i propri ovociti congelandoli (social freezing) o a meno di non ricorrere all’ovodonazione e quindi all’eterologa, le possibilità di farcela sono proprio poche.

PERCHÉ SI RIMANDA LA MATERNITÀ?
I motivi esistono e non sono da nulla: mancano politiche di aiuto alla genitorialità, di reinserimento nel mondo del lavoro per le neomamme, spesso la sicurezza economica è traballante… O magari non si è ancora incontrata la persona giusta, con cui concretizzare l’idea di un figlio. Ma conoscere i dati veri e le reali possibilità di farcela è la base necessaria per una scelta responsabile e veramente libera.

LA PRIORITÀ DEL PROGETTO AL BAMBINO
E poi, un’ultima riflessione. Sta a noi rispettare il nostro progetto biologico: la fertilità è un dono che ha tempi precisi. La scelta di essere madre e padre è una trasformazione talmente importante che non può cadere nella disattenzione, non può essere subordinata a una decisione aziendale, merita piena attenzione nella coppia. Essere consapevoli della qualità delle scelte, della loro “gerarchia”, è un’attribuzione di valore che ognuno deve a sé, alla persona che ama, al proprio futuro.

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