LA MENOPAUSA? NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI UNA SECCATURA, NELLA PEGGIORE UNA IATTURA… E SE CAMBIASSIMO PROSPETTIVA?

Per la medicina tradizionale cinese, ogni mestruazione (poeticamente definita “rugiada lunare”) rappresenta per la donna una perdita di energia. Il cessare del ciclo, viceversa, metterebbe fine anche a questa metaforica emorragia. Non a caso la menopausa viene definita seconda primavera: un tempo in cui finalmente l’intelligenza interna del corpo femminile permette di preservare l’essenza dentro di sé. È la donna drago, che dal risparmio di sangue ed energia trae nuova linfa per il Cuore e il proprio viaggio interiore.

Per liberare questo nuovo potenziale, dobbiamo però sbarazzarci del fardello di retaggi culturali e pregiudizi antichi che in questa fase ci vogliono “finite”. Finito è il compito riproduttivo, certo, ma a 50 anni o giù di lì – 49 secondo la tradizione cinese che fa ruotare la vita femminile intorno al numero 7 – ci sono ancora tutti i presupposti, soprattutto oggi, per pensare davvero a un nuovo inizio.

A patto di star bene nella propria pelle. E se la medicina cinese raccomanda di porre attenzione all’equilibrio energetico con l’esercizio fisico (Yoga, Tai chi e Qi gong) e l’alimentazione, anche noi in Occidente siamo ormai in grado di scegliere terapie dolci e rispettose della fisiologia femminile, dagli ormoni bioidentici ai fitoestratti, dalla dieta alla meditazione, per vincere disturbi e problemi che la menopausa può portare con sé e godere appieno di un’inedita serenità e un inaspettato potenziale.

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